• "Della propedeuticitÓ di uno SL..."

    Ogni sci ha il suo perchŔ... lo SL ne ha probabilmente anche qualcuno in pi¨ degli altri, ma il discorso deve essere valutato diversamente fra coloro che devono scegliere se possedere uno SL o qualcos'altro oppure se si possono permettere questo e quello...
    Allora ha senso parlare di propedeuticitÓ.

    Scio su uno SL quando cerco determinate sensazioni e utilizzo un altro sci normalmente.
    Quelle determinate sensazioni per˛ sono molto importanti e altrettanto significative, perchŔ un SL da una parte mi garantisce che chiuder˛ una curva anche solo muovendo l'orecchio interno, per˛ mi costringe a starci sopra con precisione maniacale se non voglio subire una serie di effetti collaterali e alla lunga massacrarmi le gambe.
    E' necessario sfatare la leggenda che non si possono condurre curve di ampio raggio, perchŔ non Ŕ vero, anzi Ŕ proprio la ricerca di una curva tirata a dovere che rende questo attrezzo "propedeutico"...

    Il mio discorso potrebbe essere un po' limitato perchŔ i 165 SL con cui ho sciato negli anni sono da gara (Duel) quindi ho solo esperienza dell'evoluzione di un singolo modello; per˛, per quello che Ŕ il mio modo di vedere, la questione non cambia... stiamo parlando di uno sci con cui c'Ŕ un feeling di base e stiamo parlando della sua "propedeuticitÓ", ossia del vantaggio che ne posso avere se lo utilizzo nella sciata in campo libero in alternativa ad un GS o ad un race carve.

    Per prima cosa ritengo che sia un luogo comune partire dal concetto che faccio pi¨ fatica a sciarci tutto il giorno... un 165, se portato con la necessaria centralitÓ, ti consente di fare qualsiasi raggio di curva; il suo unico limite Ŕ il tratto rettilineo poco pendente... chiaramente lý si fa fatica e si rischia la spigolata.
    L'utilizzo cosiddetto spaccagambe Ŕ quello di voler fare a tutti i costi sempre e solo sequenze di curve "da slalom" in costante accelerazione e con segmenti di conduzione assai brevi... la fatica deriva soprattutto dall'esigenza di essere sempre attivi sullo sci e rapidissimi nei cambi, con assetto del busto abbastanza bloccato in una posizione di ricerca della centralitÓ, limitando le escursioni (pi¨ o meno ampie) agli arti inferiori.
    Ma se ci lasciamo un po' "portare dallo sci", standoci sopra, ma invertendo senza troppa fretta, apprezzando l'impagabile immediatezza di presa degli spigoli e la matematica certezza di chiudere praticamente qualsiasi curva, allora possiamo permetterci di tirare curvoni lunghi senza che lo sci manifesti comportamenti anomali a causa della sua lunghezza limitata e della sua particolare sciancratura.
    Dove sono i benefici?
    Non tanto la possibilitÓ di fare raggi di curva molto diversi fra loro, quanto piuttosto la propensione a ricercare un assetto centrale mano a mano che ci accorgiamo di quanta maggiore risposta ci dÓ lo sci se riusciamo a farlo lavorare in maniera uniforme (spatola e coda).
    Questo inevitabilmente ci porta a ottimizzare la posizione sullo sci e ad acquisire automatismi utili con qualsiasi attrezzo.
    A me personalmente ha anche contribuito a trovare una base d'appoggio pi¨ efficiente (scio da sempre con i piedi piuttosto uniti).
    Dove sono i contro ?
    Quando si passa ad uno sci meno sciancrato si ha la folle sensazione di poter fare le curve con la stessa facilitÓ e si tende a buttarsi dentro per poi correggere nella seconda parte della traiettoria, ma a volte non c'Ŕ niente da correggere, ma semplicemente da tirarsi su e spolverarsi dalla neve....

    Dimenticavo... Ŕ consigliato utilizzarlo su superfici abbastanza compatte ed uniformi nel medio e ampio raggio.
    Questo articolo era stato originariamente pubblicato nella discussione del forum: "della propedeuticitÓ di uno Sl..." iniziato da skisquass Visualizza Messaggio Originale