• 1974: quando la settimana bianca l’organizzava la scuola

    Sono passati 37 anni dalla prima volta che ho visto la montagna in inverno e dalla mia prima settimana bianca, ma i ricordi sono ancora tutti lì, stampati in modo indelebile nella memoria di un undicenne un po’ imbranato.

    E’ successo quasi una vita fa: proprio per questo credo sia interessante rimestare nei miei ricordi e rendervi partecipi di un mondo che molti di voi non hanno vissuto.

    La settimana bianca era organizzata direttamente dalla scuola, con quote di partecipazione davvero elevata, quasi una settimana bianca "di istituto", con tanto di prof al seguito.
    Destinazione? Quell'anno a San Vigilio di Marebbe ….. guardate che Plan de Corones non l’hanno inventato ieri!
    Periodo: 10-20 gennaio, mica solo una settimana! Si facevano le cose in grande.

    Ero in 1° media ed era la prima volta che mi assentavo da casa per una vacanza senza la famiglia ed avevo un misto di euforia e trepidazione. Un viaggio in pullman interminabile (anche perché dopo Bolzano l’A22 ancora non era aperta), ma mai abbastanza lungo per me: speravo di non arrivare mai, per non essere costretto ad affrontare sul serio le difficoltà di questa vacanza da solo. Finchè eravamo sul pullman, mi sentivo in un’ambiente protetto, ma dopo ….

    Ricordo all’arrivo lo scarico dal pullman di questa miriade di sci colorati (tutti avevano i loro sci, il noleggio sci, a quei tempi, era proprio per i casi disperati), e accanto a sci anonimi (come i miei Kazama) c’erano però dei Dynastar con attacchi Marker (un must dell’epoca), degli Spalding Persenico … insomma i fighetti che a 11 anni avevano già il miglior sci in commercio c’erano anche allora!

    Il secondo ricordo che ho di quella vacanza è che il giorno dell’arrivo, nel pomeriggio, tutti quelli che avevano già sciato in precedenza tirarono fuori sci e scarponi e si misero a fare delle discese nel giardinetto davanti all’albergo. Non un gran divertimento, roba da 20 metri in tutto, ma lo ricordo come una specie di “sfoggio” di tecnica ed attrezzatura verso quelli che come me gli sci li avevano visti solo in TV (perché erano gli anni della valanga azzurra).

    Dello sci ricordo lo skilift Miara come un incubo: lunghissimo, velocissimo, con una curva secca ad un certo punto, con due binari profondissimi che se non ci stavi dentro eri per terra in un secondo. Perché a quei tempi le piste dello skilift non erano larghe e spianate dai gatti: erano binari (tipo quelli delle piste da fondo, ma assai più irregolari) in cui si scavavano cunette e dossi che si approfondivano con i vari passaggi.

    Ricordo lo skilift Pedagà, il mio primo campo scuola. Ricordo la bidonvia del Piz de Plaies (una pista che impiegammo un giorno intero a scendere, tanto era ripida per noi poveri principianti). Ricordo (ma non lo facemmo, per fortuna) lo skilift del Pre da Peres, talmente ripido che gli sciatori venivano quasi sollevati dal gancio.

    Ricordo la difficoltà di infilare gli sci senza gli skistopper, perché se non fermavi le punte con le racchette, lo sci scorreva inevitabilmente in avanti come impuntavi lo scarpone sull’attacco anteriore. E quei maledetti cinghietti …. addirittura elastici nelle versioni più “base”. Ragazzi, credo che lo skistopper, insieme all’attacco di sicurezza, siano una delle invenzioni che hanno rivoluzionato lo sci.

    La scuola sci non era tanto diversa da quello che è ora, fatto salvo per la tanta “scaletta” nei primi giorni.

    Per il resto ricordo un freddo boia alle mani e ai piedi (i materiali di allora non erano un granchè) e una gran fifa al test finale che mi assegnò due stellette d’argento.

    Ho però quasi più ricordi della vita di gruppo e di albergo, che dello sci. Forse all’inizio non mi piaceva poi tanto sciare ….

    Ricordo la sveglia la mattina: ore 7.30 con il prof di educazione fisica che passava nei corridoi dell’albergo con un mangiadischi che sparava musica romagnola a tutto volume.

    Ricordo come un incubo i pranzi e le cene in albergo: rido ancora al pensiero di quanta roba doveva raccogliere sotto le tavolate chi faceva le pulizie. Ci tiravamo il cibo tra di noi? No, nulla di tutto ciò: il cibo era così cattivo (o per noi strano) che, vergognandoci a lasciarlo tutto nel piatto, lo buttavamo sotto il tavolo. Per fortuna al pomeriggio, ad attenuare la fame, c’era la merenda: una rosetta con il salame ungherese che divoravo, facendo spesso il bis.

    Ricordo invece con grande piacere i primi lenti ballati nella saletta “disco” nell’interrato e le prime scorribande notturne nelle camere delle ragazze: come ci sentivamo grandi a fare queste cose a 11-12 anni … E quella volta che sentimmo il prof fare la ronda nei corridoi mentre eravamo nella stanza delle ragazze. Che emozioni da pre-adolescenti!

    Che ricordo ho del paesino? Un ricordo bellissimo … anche perché allora non spargevano il sale nelle strade e circolavano poche auto e dunque, malgrado non ci fosse tanta neve, le strade erano costantemente bianche immacolate.

    Ricordo la mitica “konditorei”, che noi credevamo essere il nome del bar, non sapendo che altro non era che “pasticceria” in tedesco.

    E ricordo la scuola …. Si perché al pomeriggio andavamo a scuola! 3 ore ogni pomeriggio, con classi composte (perché le classi non erano presenti al completo) ed alcuni dei nostri insegnanti che facevano delle lezioni multi-disciplinari. Ricordo la prof di italiano che ci raccontava le leggende dei Monti Pallidi di Carlo Felice Wolff.
    Tutto ciò come ospiti delle aule della scuola locale, un vecchio e freddissimo edificio che mi ha lasciato un ricordo indelebile. Adesso a San Vigilio le scuole le hanno spostate in un edificio più moderno, ma quella casa, nel centro del paese, esiste ancora: chissà cosa c’è dentro adesso?

    Il Plan de Corones (che quel primo anno vidi solo dal basso) e San Vigilio di Marebbe sono ora tra le mecche degli sci, quasi la proiezione nelle valli alpine di quanto siamo abituati a vedere nelle nostre città.

    Allora non era così: l’atmosfera, la genuinità, l’isolamento di quelle valli era qualcosa di magico e speciale e forse questa sensazione è il ricordo più bello che conservo.
    Commenti 7 Commenti
    1. L'avatar di erni1967
      erni1967 -
      Bei ricordi....
    1. L'avatar di fr@nk
      fr@nk -
      mai avuto questa fortuna
    1. L'avatar di Super Papero
      Super Papero -
      Leggendo queste parole, mi viene da pensare "peccato che io non sia così vecchio"... quando andai io in settimana bianca con la scuola ero in 2a Liceo, quindi una 15-ina di anni dopo e le cose erano molto simili ad oggi ... mi sarebbe piaciuto vivere una settimana in un ambiente magico ed incontaminato come ha fatto tu !
    1. L'avatar di Dedé
      Dedé -
      Da noi sono state inserite più tardi nel programma scolastico, la prima (e unica) come allievo l'ho fatta nel 1981.
      Poi diverse come maestro nella stagione 1984/85.

      Ora vanno - purtroppo - scomparendo: la sede scolastica frequentata dai miei figli (elementari) la organizzava per le 4. sino a due anni fa. Ora che i miei sono in 4., le hanno abolite perché "troppo impegnative".

      E poi si lamentano che i giovani d'oggi si rammolliscono...

      Dani (Head Switzerland) - inviato con iPhone
    1. L'avatar di doma12
      doma12 -
      Sicuramente non ho vissuto l'atmosfera magica descritta da Botto ma ho vissuto anche io quel misto di ansia e di eccitazione nel partire. Da una parte l'ansia perché si andava da soli senza i genitori a fare qualcosa che sicuramente mi piaceva ma che non sapevo fare, dall'altra parte la voglia di vivere la montagna, la neve e lo sci in compagnia di tanti ragazzi e ragazze! Le settimane bianche organizzate dalle scuole sono state la mia salvezza! I miei genitori non sanno sciare e hanno cercato come hanno potuto di portarci ugualmente in montagna quando mio fratello ed io eravamo più piccoli ma, tolte le due ore di lezione collettiva, passavamo la maggior parte della giornata a fare e a rifare il baby, troppo piccoli per girare da soli per il comprensorio. Così negli anni della prima liceo mi mandarono non a far la settimana bianca con la mia scuola (che non la organizzava) ma con la scuola dove un amico di famiglia (scuola privata) era vicepreside. Grazie a quei tre anni ho potuto dare un po' di continuità allo sci e imparare a desbelinarmi (=togliermi d'impiccio, arrangiarmi. Termine dialettale genovese) su ogni tipo di pista seppur imparando un po' di tecnica guardando sciare quelli più bravi di me.
      L'ultimo anno di settimana bianca con la scuola l'ho fatta in quinta liceo, destinazione Bardonecchia per partecipare agli studenteschi di sci! Li ho fatto la mia prima e unica gara, qualcosa di ridicolo! Mi ricordo ancora che avevo appena comprato un paio di Salomon Crossmax 7 di cui andavo orgogliosissimo, mi sembrava di avere degli sci pazzeschi ai piedi! Quando arriva il mio turno raggiungo la zona di partenza della gara (una sorta di slalom gigante) ed io con i miei poveri crossmax la mia giacca da sci della Nike (orrenda) un pantalone inguardabile, mi trovo tra un gruppetto di esaltati con tutine aderenti, caschi (allora il casco non lo metteva nessuno) e sci impressionanti. Io li guardavo ammirato così come guardavo i loro sci che rientravano tra quelli troppo costosi per l'utilizzo che ne facevo io (una volta acquistavo gli sci in base al prezzo, non facevo distinzioni di carattere tecnico, avevo un budget e con quello dovevo comprare l'attrezzatura). Mi fermo a vedere un tizio con un paio di sci Volk credo arancioni, P...qualcosa, questo all'improvviso stacca uno sci, lo prende in mano e lo gira mettendosi a guardarlo con cura, non soddisfatto scuote la testa e lo scaraventa via andando a prenderne un altro paio uguale identico! Ci sono rimasto malissimo, mi sono guardato i miei sci di cui andavo tanto fiero e mi sono messo in fila aspettando il mio turno! Che ridere!!
    1. L'avatar di dolomitika
      dolomitika -
      Bellissimi questi ricordi!
      Grazie per averli condivisi!
      Nella scuola dove insegno, ogni anno, le classi quinte fanno il corso di sci!
      Indovinate chi li accompagna...
    1. L'avatar di giò
      giò -
      Grazie di cuore, botto, mi hai fatto rivivere dei ricordi che avevo seppellito.
      Credo che siamo coetanei o giù di lì, la prima settimana bianca con la scuola l'ho fatta nel 1970, in abruzzo.
      Piste battute a piedi, scaletta a non finire, attacco kandhar e cinghietti, scarponi di cuoio seppur a 5 ganci.
      Che tempi!
      Primo fuoripista nel 1975, con il maestro che ci faceva da guida, eheheheheheheheh!!!!!!!!