• Ma le Dolomiti cosa sono?

    Ma le Dolomiti cosa sono?

    In certe giornate limpidissime di autunno, perfino dai tetti più alti di Venezia si possono distinguere, anche senza bisogno di binocolo, le Dolomiti. Non solo il loro confuso profilo di montagne, misteriosa barriera che chiude il nord. Ma se ne riconosce anche il colore. (...)
    Di che colore? Si può trovare un aggettivo esatto per definire quella tinta così diversa da tutte le altre montagne, che al sottoscritto, ogni volta che ci fa ritorno e la rivede, provoca un trasalimento interno, risollevando ricordi struggenti? No, un aggettivo preciso non esiste. Più che di un colore preciso, si tratta di una essenza, forse di una materia evanescente che dall'alba al tramonto assume i più strani riflessi, grigi, argentei, rosa, gialli, purpurei, viola, azzurri, seppia, eppure è sempre la stessa, così come una faccia umana non cambia anche se la pelle è pallida o bruciata. (...)
    Avvicinatevi, vi prego, esaminate attentamente questo spettacolo che per noi italiani è diventato di ordinaria amministrazione e non ci facciamo più caso, eppure, senza ombra di dubbio, è una delle cose più belle, potenti e straordinarie di cui questo pianeta disponga. (...)
    Ma fin qui si è visto solo quello che le fotografie turistiche riproducono in migliaia di esemplari. Per capirle, le Dolomiti, veramente, occorre un po' di più. (...) Entrare, avventurarsi un poco tra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentirne la misteriosa vita. (...)
    Da lontano sembravano lisci e compatti fortilizi tutti d'un pezzo. Ora non si riconoscono più, hanno perso la forma, si sono frantumati in un intrico di guglie, di spaccature, di massi pencolanti, di segreti recessi pieni di intimità, di architravi che vacillano, di allarmanti baldacchini, di diruti altari, di precipitosi botri, di pilastri dall'equilibrio inverosimile. (...)
    Poi ci sono i colori delle rocce. Quelle grigio-chiare dove le pareti sono rotte. Quelle bianche, levigate dai ghiacci dei millenni. Quelle nere e viscide, coperte dai licheni, nelle tenebrose fenditure. Le grigio-scuro, pulite,solidissime, perfette, butterate qua e là da piccoli buchi tondi come orbite, senza neppure un sassolini negli interstizi tanto rigorosa è la verticalità della struttura. Le rocce gialle, per lo più malferme e perfide, risparmiate dalla pioggia perché piegate in fuori a strapiombo o riparate da soverchianti tetti. Ci sono poi le rocce rosse, ancora peggio, ancora più marce e impraticabili. E infine i mille straordinari abbellimenti: minuscole caverne, nidi di gnomi forse,scavate negli appicchi; lugubri strisce di antichi stillicidi; cicatrici di un candore quasi osceno, lasciate da qualche notturno crollo; pulpiti da predicatore sospesi sulle voragini, fessure che come enigmatiche iscrizioni tagliano in diagonale le pareti; Macigni da ciclope in bilico che sporgono proiettando nell'abisso lunghe ombre;occhiaie nere che trasformano i pinnacoli in devastati teschi; facce di cane, monaci incappucciati, scontrose vergini, guerrieri del duecento, preti, ceree statue che sulle creste confabulano, vitrei fantasmi di calcare erosi dal vento, che si sporgono in fuori e guardano, guardano fissamente.
    E da tutto questo, per chi guarda dal fondo delle valli, cosa risulta? E' bianco? Giallo? Grigio? Madreperla? E' color cenere? E' riflesso d'argento? E' il pallore dei morti? E' l'incarnato delle rose? Sono pietre o sono nuvole? Sono vere oppure è un sogno?

    Dino Buzzati 1956


    Ho voluto condividere con voi alcuni passi di questo brano che per me è per eccellenza il "manifesto" delle Dolomiti.
    Chi l'ha scritto era un alpinista, scrittore e giornalista morto quasi 40 anni fa.
    Io mi ritrovo molto nei suoi scritti, soprattutto ritrovo le Dolomiti così come le vedeva lui.
    Così mi permetto di fargli un omaggio, accostando alle sue parole alcune immagini catturate nei miei vagabondaggi...

    Avvicinatevi, vi prego...

    Sua Maestà il Sas da Mur dal Colsent

    Entrare, avventurarsi un poco tra le crode...

    Nel Cadin di Sassovecchio

    Toccarle...

    Sulla normale al Monte Pupera Val Grande

    Ascoltarne i silenzi...

    Re Antelao dai pressi di Forcella Grande

    Sentirne la misteriosa vita...

    Il Vallon Popera nell'ora delle streghe

    ... intrico di guglie...

    I "Diti" dalla normale al Sasso di Tovanella

    ... di spaccature...

    Il Col Nudo

    ... di massi pencolanti...

    Sulla cima del Tamer Piccolo

    ... di segreti recessi pieni di intimità...

    Il Sass d'Ortiga e la Forcella dei Vani Alti

    ...di allarmanti baldacchini...

    Scendendo dalla Croda degli Alpini

    ... di diruti altari...

    I libri di San Daniele

    ... di precipitosi botri...

    Sulla normale al Sass d'Ortiga

    ... di pilastri dall'equilibrio inverosimile...

    Nei pressi della Torre dei Sabbioni

    Minuscole Caverne, nidi di gnomi forse...

    Un angolo selvaggio del Monte Piana

    Lugubri strisce di antichi stillicidi...

    Sotto le pareti de La Cesta

    Pulpiti da predicatore sospesi sulle voragini...

    Sulla traversata del Monte Brentoni

    Fessure che come enigmatiche iscrizioni tagliano in dialgonale le pareti...

    Monte Brentoni e Cresta dei Castellati

    Macigni da ciclope in bilico...

    Verso il Piz Duleda...

    Occhiaie nere che trasformano i pinnacoli in devastati teschi...

    La tormentata sommità della Croda degli Alpini

    Facce di cane...

    Scendendo da Forcella Santa Maria

    Monaci incappucciati...

    La Pala di Popera e il suo seguito...

    Scontrose vergini...

    Sulla normale al Monte Cristallo

    Guerrieri del duecento...

    Sulla cresta di Punta Somforca

    Ceree statue che sulle creste confabulano...

    Poco sotto Forcella dei Castellati

    Vitrei fantasmi di calcare erosi dal vento...

    Dalla Cima del Camoscino

    Bianco?

    Dai Lastoni delle Marmarole verso la cima Arduini

    Giallo?

    La Torre Trento

    Grigio?

    Ultimi passi prima di Forcella Brentoni

    Madreperla?

    I Lastoni delle Marmarole dalla Forcella omonima

    E' color cenere?

    Sotto la Rocca dell'Antelao

    E' riflesso d'argento?

    Sulla normale a Cima Fanton

    E' il pallore dei morti?

    Il Cristallo da La Cesta

    E' l'incarnato delle Rose?

    La Croda Rossa d'Ampezzo dalla Croda de r'Ancona

    Sono pietre o sono nuvole?

    Crode Fiscaline

    Sono vere oppure è un sogno?

    Tre Cime e Croda dei Toni da Auronzo


    La maggior parte delle foto sono state scattate in provincia di Belluno.
    Quasi tutte le didascalie riportano nomi strani e poco conosciuti. Come dice Buzzati, le Dolomiti, le vere Dolomiti non sono quelle dei depliants pubblicitari o delle cartoline.
    E' ormai opinione comune che siano montagne troppo addomesticate e che non abbiano più segreti o problemi alpinistici da risolvere...
    BALLE!
    Anzi: affermazioni fatte da chi, le Dolomiti, non le conosce per niente.

    Vi lascio con un'immagine invernale, sperando che sia di buon auspicio, visto che questo meraviglioso autunno sembra non voler finire mai...



    Ciao!
    Questo articolo era stato originariamente pubblicato nel blog: Ma le Dolomiti cosa sono? iniziato da dolomitika
    Commenti 12 Commenti
    1. L'avatar di botto
      botto -
      Accidenti Cristina, per fortuna che l'avevo letto ieri sera, perchè questa mattina mi ci sarei perso ........ e non ho tempo.
      Che scelte che hai fatto!
      Sembra quasi che il brano di Buzzati sia il commento alle tue foto e non viceversa.

      Sono sicuro che lui, da lassù, vede e ringrazia (e si emoziona).
    1. L'avatar di nick66
      nick66 -
      Sembra di essere dentro ad un sogno... non ho parole davanti a cotanta bellezza....
    1. L'avatar di Dedé
      Dedé -
      È un sogno, e son contento di ritornarci con la famiglia questo inverno.




      Dani (Head Switzerland) - inviato con iPhone
    1. L'avatar di maxrm
      maxrm -
      questo è un lavoro che va gustato quando fuori fa freddo. quando l'aria entra nel colletto della giacca dandoti quel naturale pizzicore lungo il collo.
      quando ti senti avvolto nel freddo e sta gustando una meravigliosa bevanda calda fumante...magari in tazza col manico grosso.


      grazie di averlo condiviso con noi.
      max
    1. L'avatar di Umbri
      Umbri -
      complimenti, molto bello e "passionale"
    1. L'avatar di drey
      drey -
      Grazie dolomitika, molto piacevole da leggere!
    1. L'avatar di suxkaka
      suxkaka -
      Bravissima!!!
      Davvero complimenti!
    1. L'avatar di Skywalker67
      Skywalker67 -
      Grazie Dolomitika, per aver "presentato" le Dolomiti ad uno che le conosce pochissimo, e unicamente nella loro veste più "commerciale".

      Le tue fotografie unite alle parole di Buzzati (che non conoscevo in veste di alpinista) sono veramente da "monografia".
    1. L'avatar di Super Papero
      Super Papero -
      Solo tre parole: ho i brividi !
      e non sono di freddo, ma di piacere
    1. L'avatar di dolomitika
      dolomitika -
      Ciao!
      Grazie a tutti!
      Anche i vostri commenti mi hanno emozionata!
    1. L'avatar di Simone
      Simone -
      Commovente. Non ho altro da dirti se non... Grazie.


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    1. L'avatar di hakir
      hakir -
      Quanta passione in così poche righe! Incredibile.
      Adesso mi tocca rileggere tutto Buzzati.

      Ciao, A.