• Douce France, 20 anni dopo part I: Les Deux Alpes



    Più, più, più!! Era tutto di più! Qualche secolo fa, ehm, diciamo solo una ventina di anni fa, quando ogni anno mi facevo una bella settimanona bianca nelle Alpi Francesi a prezzi all’epoca incredibili, portando 150 persone alla volta in 3 pullman, stipandole nei mitici spartani studio (senza che gli occupanti si conoscessero fra loro), pensavo che in Francia lo sci era tutto di più: impianti più grandi, più veloci, più numerosi, piste più ripide, più larghe, gobbe mostruose dove potevi nasconderti o dietro… Che tempi. Sarebbe come se oggi, da appassionato di vino, passassi un mese in Borgogna… Ebbene, finalmente sono riuscito a tornare in Francia per una sciata intensiva. Ripartendo da dove avevo lasciato il ‘lavoro’: Les 2 Alpes. E fresco reduce dall’esperienza, non posso fare a meno di raccontarvi il ‘come era’ e il ‘come è’. Secondo me.
    Prima, un cenno per rinfrescare la memoria su cos’è la stazione di Les 2 Alpes, forse il brand più conosciuto in Italia fra le destinazioni neve francesi, forte anche della reputazione, mai venuta meno, per lo sci estivo. Dal punto di vista geografico, si trova tra le Alpi del Nord e le Alpi del Sud, nel cuore dell’Oisans, nel dipartimento dell’Isère, a un'ora da Grenoble, e a circa 1,5 ore dal passo del Monginevro (uscita Oulx dell’autostrada Torino-Frejus). Come le principali località francesi appartiene alla generazione delle stazioni edificate dal nulla su antichi alpeggi, in questo caso suddivisi tra i borghi di Venosc e Mont de Lans, a 1600 metri d’altitudine. E’ al primo posto per notorietà spontanea (sondaggio Compagnie des Alpes/Studio Harris 2013) e conta oltre 1.200.000 di presenze l’anno, con 29.000 posti letto (la metà dei quali cosiddetti ‘freddi’ cio seconde case poco utilizzate). Una metropoli dello sci, praticamente, con 230.000.000 di euro di fatturato.
    I suoi plus sono l’offerta di attività extra sciistiche (sport ‘strani’ e classici,shopping, vita notturna) e l’alta quota, fino a 3568 metri in ghiacciaio (collegato, ma con skipass diverso, con la mecca del freeride La Grave).

    Paese
    Se possibile, ancora più grande ed espanso di una volta. Impressionante. La tendenza positiva è stata di rendere un po’ meno ‘brutti’ i grandi residence. Edifici commerciali e alberghi si sono fatti il maquillage, quasi ‘tirolesizzandosi’ (o meglio, avvicinandosi a uno stile più caldo e alpino). il modello alveare già mostrava i suoi segni di debolezza a metà degli anni ’90. Ora il pubblico vuole appartamenti più spaziosi e confortevoli, non studio di 28 mq semidistrutti da occupare in 4 (ma si spendeva una cicca!). Pian piano i grandi complessi sono passati attraverso un upgrade. E così, se il target di visitatori rimane variegato, Les 2 Alpes senza dubbio è meno popolare. Da notare che i francesi sono solo il 51%, seguono inglesi e belgi. Gli italiani oggigiorno sono meno rilevanti (3% fa gli stranieri)



    Ristorazione
    Molto varia, per tutti i gusti e tutte le tasche. Rispetto al passato, resta molta ristorazione commerciale, ma anche più posti attenti al prodotti del territorio e alle specialità tipiche. Ci sono decine di ristoranti, dalla creperie al ristorante stellato, come quello alla carta Le Pet’it Polyte del delizioso hotel Chalet Mounier, probabilmente il migliore, baciato da una vista esclusiva (giardino privato e montagne nel retro) ma soffocato dagli altri edifici nel fronte. Carino anche Le Grain du Sel.


    Piste
    220 km su 410 ettari. Dislivello teorico massimo da 3568 m del ghiacciaio a 1300 m di Mont de Lans. Non è come una volta, quando la battitura era approssimativa e in certe piste occasionale. Ma non è nemmeno vellutata e maniacale come in Italia. Percorse con gli sci ‘moderni’ quelle di Les 2 Alpes rimangono grandi piste ma a parte quelle del ghiacciaio e le ‘stradine’, sono mediamente impegnative e raramente consentono sciate rilassate o tirate sui ‘binari’ (a meno di non essere molto bravi). Bisogna sempre stare lì con la testa e con le gambe e moderare la velocità perché i grandi spazi ingannano e ad andare veloci bastano e avanzano frotte di cannibali di nazionalità non identificata. E’ impressionante il ‘dritto’ dei muri che precipita sul paese. A volte non vengono battuti, però sono dotati di fondo di neve programmata (a proposito, molto meno capillare che in Italia, non troppo aumentata rispetto al passato) e possono diventare dei ‘lisci’ piuttosto inquietanti al pomeriggio. Sono comunque tutte grandi piste parallele, Diable 1, Diable 2, Valentine, Vallons du Diable, forse la più bella, con una vista super sugli aspri picchi anticamera del Parco Naturale des Ecrins, come la piramide della Muzelle, 3465 metri, in primissimo piano, e sotto il plateau con il paese.
    In quota, stupendi pendii sono quelli delle seggiovie La Fée e Thuit. Straordinaria l’importanza del settore riservato alle piste per boarder cross e snowpark, il Toura. Altre ‘neracce’ sono la Bellecombes e la Superdiable, pista seminaturale molto intrigante che per certi versi ricorda il famoso tratto dell’Olimpia delle Tofane contro la roccia.
    Sul versante Valléè Blanche, lato opposto delle piste principali, le blu equivalgono tranquillamente alle rosse o addirittura a certe nere italiane. Occhio se siete con bambini o fanciulle paurose.



    Impianti
    Sorprendentemente, non è cambiato molto. Allora erano di ultima generazione. Oggi appaiono un po’ vecchiotti, seppur funzionali. Tutte seggiovie 3 e 4 posti, ma quasi esclusivamente ad ammorsamento fisso senza tappeto (in Francia sono molto più ‘sportivi’, la seggiovia ti dà una gran ‘pacca’ e l’omarino ti aiuta il giusto). Non ci sono punti di debolezza particolari. L’asse portante è ancora la telecabina doppia fune Jandri Express, una delle prime del suo genere al mondo. Vicini alla pensione la funivia famosa per il bungee jumping e gli ovetti bainchi da 4 posti. Tutto ‘funziona’ ancora anche se appare vecchiotto, per intenderci poche o nulla Doppelmayr comodose e silenziose, ma molte vecchie Poma sferraglianti. Resta sempre utile in caso di freddo evento il trenino sotterraneo che da 3200 m risale il ghiacciaio in alternativa allo skilift ad ancora. Tra le grandi novità, la nuova seggiovia automatica 6 posti all’estremità occidentale del comprensorio che serve la nuova pista rossa Vallons du Diable, fondamentale perché sempre ben battuta e di media difficoltà, consentendo a tutti un bel finale con ritorno a valle (ma anche una sciata ripetuta entusiasamente) evitando o i muri cattivi o la affollata e stretta stradina Jandri 2 e Demoiselles

    Fuoripista
    Beh… inutile dirlo. Dopo una nevicata, alle 9 non c’è più un fazzoletto di neve libero… Possibilità sconfinate, 800 ettari di terreno, ma ci vuole prudenza perché ci sono pendii piuttosto ripidi. Anche zone relativamente remote vengono messe in sicurezza con mine o gas per far cadere le valanghe. Molto interessante l'animazione settimanale freride attitude, una sorta di briefing-stage di una mezza giornata con guide o addetti alle piste, gratis, ogni martedì!



    Divertimenti
    E’ sempre uno dei pochi posti invernali d’Europa dove c’è movida. Soprattutto anglosassone che va a birra, ma ci sono anche locali più raffinati. Scelta vastissima. Rispetto a un tempo, meno italiani.

    Prezzi
    Non più così allettanti. Diciamo allineati a quelli delle medio-grandi stazioni europee. Un italiano, come sempre quando va all’estero, fa il raffronto con caffè, acqua minerale e pasti di 3 portate… Questi sono cari, in proporzione più cari di un tempo. Ma se consideriamo piatto unico e birra si spende come in Italia se non meno. Skipass e materiali più meno come in Italia, alberghi più cari.

    Per finire, qualche numero
    - Passaggi skipass giornalieri in un anno: 196.268 (+1.8%)
    - Passaggi skipass plurigiornalieri: 932.199 (-1,9%)
    - Giornate sci totali skipass stagionali inclusi: 1.150.007
    - Capacità impianti: 74 000 pers./ora
    - Frequentazione giornaliera media: 10.000 persone
    - Dipendenti D.A.L (società del comprensorio sciistico): 112 fissi e 350 stagionali
    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di botto
      botto -
      E’ impressionante il ‘dritto’ dei muri che precipita sul paese. A volte non vengono battuti, però sono dotati di fondo di neve programmata (a proposito, molto meno capillare che in Italia, non troppo aumentata rispetto al passato) e possono diventare dei ‘lisci’ piuttosto inquietanti al pomeriggio.
      E' una delle poche cose che ricordo bene di Les Deux Alpes.
      Eppure non è passata un'eternità (doveva essere il '92 o '93), ma non riesco ad avere un ricordo chiaro di questa località.
      Non mi ha lasciato il segno.

      Mentre serbo un ricordo più netto di località come Val d'Isere, Les Arc e 3 Vallee, che pure ho frequentato anche diversi anni prima, Les Deux Alpes non mi è rimasta nel cuore.
      Ricordo l'appartamento soffocatissimo, questo enorme paesone, lo Jandri Express, una buona raclette ... ma poco altro.

      Eppure era/è una mecca dello sci, e furono 7 giorni di sole .... boh?
    1. L'avatar di Umbytheboss
      Umbytheboss -
      È un posto in cui ho sciato solo in estate; dalla Romagna è un pò troppo lontano per andarci in inverno, ci sono località migliori più vicine.
      Resta comunque il fatto che mi piacerebbe andarci in inverno!
    1. L'avatar di marchen
      marchen -
      Io ci sono stato in estate e mi è comunque piaciuto, sarei curioso di andarci in inverno. I maestri confermavano la difficoltà nel rientro in paese per i principianti, raccontavano che c'è in progetto una pista che dovrebbe tagliare in diagonale la montagna per rendere meno ostica la pendenza.
      Ci sono ristoranti validi, oltre all'eccellente Le Pet’it Polyte dell' hotel Chalet Mounier (suggerisco di mangiare al ristorante dell'hotel e non in quello stellato, miglior rapporto q/p e medesima carta dei vini), segnalo la raisine d'ours, difficile prenotare in estate non oso pensare in inverno ed ugualmente valido. Ci sono un paio di locali che fanno delle ottime galette breton, e così si spende l'equivalente di una pizza in Italia.
    1. L'avatar di Fabio Bottonelli
      Fabio Bottonelli -
      Vero... detto fra noi non è fra i primissimi posti delle grandi località francesi. Se uno dovesse scegliere io direi nell'ordine Trois Valleès (Val Thorens è ideale per altezza e centralità), Val d'Isère-Tignes, Les Arcs-la Plagne. Ma Les 2 Alpes è comunque è sempre qualcosa al di sopra di una grande stazione italiana. Nel bene e nel male, e.... de gustibus
    1. L'avatar di Skywalker67
      Skywalker67 -
      Conosco Les deux Alpes dal 2009, per averci fatto nel tempo quattro settimane estive di scuola sci in ghiacciaio.
      D'estate è un enorme parco giochi, dove divertirsi sciando al mattino, e in mille altri modi al pomeriggio.
      Ci tornerei anche subito a fare una vacanza estiva.

      Per sciare d'inverno non credo ci andrei.
      Già solo nelle vicinanze, visto che è di strada, mi fermerei più volentieri a fare una settimana bianca a Serre Chevalier, che visto passando mi sembra ben più interessante.