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    La Sportiva Spectre/Sparkle - di Franco Teruzzi

    L'anno scorso sono stati una delle scarpe che ha stimolato di più la curiosità degli sciatori back-country, amanti cioè del fuoripista con particolare attenzione alla discesa. Sia per le molte novità del progetto, sia per il fatto di provenire da un'azienda che prima di allora si era dedicata prevalentemente allo sci alpinismo race.
    Stiamo parlando del quattro ganci di La Sportiva, lo Spectre, che quest'inverno si ripropone con qualche piccola modifica in un mercato sempre più maturo nel settore freeride.
    Abbiamo fatto dieci domande a Luca Mich, marketing & comunication coordinator dell'azienda si Ziano di Fiemme, per fare il punto della situazione.



    • Trascorsa la prima stagione dal debutto sul mercato, qual è il bilancio di questo scarpone?
    Come lo hanno accolto gli sciatori?


    Il bilancio è molto positivo: per noi si trattava del completamento naturale della collezione skialp dopo aver già ben introdotto i 2 ganci e gli scarponi più orientati al mondo gara. Con Spectre/Sparkle abbiamo messo un piede (è il caso di dire 2…) nel mondo del free-ride, ma sempre con un approccio alla leggerezza e quindi ad un concetto di sci alpinismo light & fast, proprio più del mondo sci alpinistico classico che di quello prettamente free-ride.
    Di conseguenza il pubblico che ci siamo ritagliati non è tanto quello dei puri free-rider, piuttosto di chi ama vivere la montagna anzitutto in salita, per poi discendere nella polvere in modo sicuro e potente. Ciò che oggi si usa chiamare freeride backcountry.
    I feedback degli utilizzatori parlano di un prodotto molto completo che permette di divertirsi in sicurezza e con una leggerezza non comune su prodotti di questa fascia.





    • Quindi tra scialpinisti e freerider avete colpito nel mezzo?

    Come dicevo prima, a sceglierlo sono soprattutto gli sci alpinisti con orientamento free-ride, rispetto ai free-rider puri. È anche una logica conseguenza del posizionamento del nostro marchio sul mercato: non dimentichiamoci che in questo mercato per noi relativamente nuovo, siamo entrati da subito come assoluti protagonisti del mondo race grazie alla serie in carbonio Stratos, per 3 anni unico prodotto skialp in collezione.

    • E dal punto di vista tecnico l'impatto con l'utilizzo su larga scala ha riservato sorprese? Avete riscontrato problematiche non emerse durante i test pre-produzione? O al contrario pregi inaspettati?

    Com’è normale che sia tra la fase di prototipi a e quella della produzione, si verificano diverse problematiche, cambiamenti, aggiustamenti e migliorie. Ma poi, per quanto si cerchi di uscire con il prodotto perfetto, l'uso su larga scala può far emergere ancora qualche dettaglio da migliorare. Nel caso dei nostri 4 ganci abbiamo riscontrato alcune difficoltà nell’accettare immediatamente il sistema di chiusura che, essendo unico sul mercato, non aveva precedenti presso il pubblico dei free-rider. Trattandosi di una novità è stata anche la caratteristica più analizzata e messa alla prova. Alla luce dei fatti in questa seconda annata di vendite abbiamo quindi perfezionato il sistema dei ganci Pegasus, aumentando la velocità di chiusura. Le mollette che li tengono in sede erano troppo caricate e sono state ammorbidite. Il risultato è che si agganciano più facilmente senza per questo rischiare di sfilarsi dalla sede.
    Sono poi stati elaborati alcuni accorgimenti alla calzata che l’hanno resa molto più comoda rispetto agli inizi. Tutti aggiustamenti più che normali in una fase di lancio di un prodotto nuovo.





    • A proposito di calzata: ogni scarpone è concepito con l'idea di adattarsi al maggior numero di piedi possibile, ma naturalmente non esiste lo scarpone perfetto. Ci sono modelli adatti a piante strette, altri che calzano più largo, e via dicendo. Nel caso dello Spectre un problema che sembra essere molto comune è l'eccessiva compressione sul collo del piede, nonostante la possibilità di spostare il linguettone su tre posizioni. Lo fa notare anche un web-guru del freeride come Lou Dowson di Wild Snow. Su internet si legge di bootfitting casalinghi con deformazioni a caldo (semplici phone o più professionali pistole ad aria calda) favoriti dalla malleabilità del grilamid. E c'è anche chi si spinge ad allargare l'apertura sul collo tagliandone e ridisegnandone i margini. Vi risulta? Cosa ne pensate?

    È così in effetti, per quanto si lavori per raggiungere una calzata “ottimale”, si lavora sempre per soddisfare le esigenze della maggior parte del mercato, ma sono molti gli utilizzatori che ricorrono a modifiche manuali anche fantasiose. Dal canto nostro cerchiamo di fornire sempre prodotti race-ready o tour-ready, che non necessitano nemmeno di termo-formatura, pur prevedendola come possibilità. Gli studi che facciamo in fase di test cercano di ottenere prodotti più performanti possibili anche come volumi. La nostra linguella per fare un esempio, permette una personalizzazione di calzata di ben 4mm che in termini di fit permette davvero una buona possibilità di adattamento. Ciò nonostante, per quanto riguarda il collo del piede, ci siamo resi conto che si poteva fare meglio e nel modello di quest'anno è stata apportata una correzione allo scafo che dovrebbe aver risolto il problema.



    • Una delle più evidenti novità introdotte con questa scarpa sono i particolari ganci di chiusura. Leggerissimi e molto funzionali, in particolare per come si possono “puntare” senza chiudere la scarpa per la salita. Come mai La Sportiva non li adotta anche per altri scarponi?

    In realtà i “Pegasus Buckles” sono nati proprio per l’utilizzo sui 4 ganci per cui li abbiamo prima di tutto rifiniti su Spectre e Sparkle. Ti posso però anticipare che adottarli per altri scarponi è proprio ciò che faremo nella collezione FW 15/1. Abbiamo rivisto le scarpe a due ganci e lì inseriremo il Pegasus. Ovviamente non su scarponi race, dove il sistema di blocco/sblocco one-hand deve essere iper rapido e dove il sistema CavoBike (anche quello brevettato) ha maggiore efficacia.



    • Spesso si vedono i colori vivaci dello Sparkle ai piedi di omoni possenti, sebbene sia la versione destinata alle sciatrici. Qual è la vera differenza con il modello pensato per il mercato maschile, lo Spectre? Parliamo di forma e last dello scafo, spessore o composizione polimeri e flex, altezza del gambetto, scarpetta...

    La differenza principale riguarda solo la scarpetta, pensata per la morfologia del piede femminile. La scarpetta dello Sparkle è più morbida e confortevole e ha una forma diversa sul polpaccio e sulla parte anteriore del piede, a livello dello dita. Anche l'altezza del gambetto è leggermente inferiore al modello maschile.
    Per quanto riguarda lo scafo, l'unica differenza sono i colori. La forma dello scafo è comune ad entrambi i modelli, anche per esigenze costruttive. Sul flex inizialmente quest'anno si era pensato di agire addolcendolo un po' sul modello femminile, ma alla fine è una modifica che abbiamo giudicato non necessaria.

    • La Sportiva produce scarponi molto leggeri. Lo Spectre, pur pesando meno di 1 chilo e mezzo, è il più pesante della gamma. Significa che è il più performante in discesa?

    È sicuramente quello più indicato per la discesa: la sua struttura e la presenza dei 4 ganci appesantiscono per definizione: la sua funzione principale è quella di fornire un prodotto robusto e sicuro per la discesa ma al contempo leggero e dinamico per la salita. Diciamo che destinazione d’uso e struttura che ne consegue sono strettamente legate, da qui il peso più elevato ma comunque estremamente contenuto per la categoria.

    • In effetti, come mi hai confermato, Spectre e Sparkle, con il loro flex progressivo e indice 120 strizzano l'occhio al freeride, dove servono scarponi performanti e capaci di domare gli sci fat in discesa. Altre aziende, nello stesso segmento del freeride touring, hanno in catalogo versioni diverse dello stesso scarpone, proposto in versione normale e più rigida. Altre propongono per la stessa scarpa linguettoni intercambiabili di varia durezza. Una strada normale, questa, nel campo degli scarponi scarponi da pista, che qualcuno sta cominciando a seguire anche nel freeride e nel backcountry. State pensando anche voi a uno Sparkle 2.0? O a qualche optional per i più esigenti come scarpette, linguettoni alternativi o altro?

    Per ora ci stiamo concentrando più sul prodotto in se che sugli accessori aggiuntivi anche se esiste la possibilità di intercambiare le scarpette e da quest'anno forniamo in dotazione uno spoiler addizionale per aumentare l'appoggio posteriore del gambetto e quindi il controllo e la trasmissione della potenza allo sci. Siamo un’azienda ancora molto giovane nell’ambiente e per il momento la priorità viene data alla performance del prodotto originale.



    • L'inverno che sta arrivando si caratterizza per la consacrazione degli attacchi tech, con molti marchi che si sono cimentati nella produzione di modelli innovativi, proprio in virtù delle caratteristiche richieste dalla rivoluzione free. Skistopper sicuri, attacchi più solidi, sgancio di sicurezza il più possibile simile agli attacchi da pista, magari certificato Iso. Un marchio ha addirittura apportato una novità che richiede per lo scarpone inserti diversi dallo standard Dynafit. Un azienda come La Sportiva, concentrata sulla scarpa, è influenzata da questo aspetto? Sono ipotizzabili influenze sugli scarponi attuali e futuri?

    Assolutamente sì: concepire uno scarpone da sci alpinismo significa tenere conto anzitutto del tipo di sciata che l’utente si aspetta: della trasmissione della potenza allo sci e quindi alla sicurezza che il pacchetto sci-attacco-scarpone devono garantire. In questo senso posso già dirvi che stiamo lavorando ad un’evoluzione dei nostri due ganci in chiave safety. L’attenzione su questo aspetto è sempre maggiore: a contare non è più solo la leggerezza del prodotto ma anche tutti gli aspetti legati alla sicurezza. Il mercato dello skialp è ancora in forte sviluppo lato domanda e lato offerta, questo sta generando grosse novità lato prodotto e nicchie di utilizzatori nella nicchia globale dello skialp. Un mercato interessante nel quale giocare il proprio ruolo.

    • Per essere più espliciti: l'evoluzione dei due ganci in chiave safety, significa che state pensando a una scarpa dedicata al sistema introdotto da skitrab con l'attacco TR2?

    Se ti dico “no comment” me la passi? Ma si dai, confermo, in fondo a Ispo manca poco. Restate sintonizzati!
    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di erni1967
      erni1967 -
      Interessante intervista, scarpa molto bella, che ho solo calzato, e che andrebbe sicuramente provata sul campo.
    1. L'avatar di Umbri
      Umbri -
      Calzato come lo hai trovato?
    1. L'avatar di erni1967
      erni1967 -
      per il mio piedino ok
    1. L'avatar di FRANKY23
      FRANKY23 -
      C'è chi dice di una pressione insopportabile sul collo del piede. Pare come dice l'intervista che abbiano risolto. Io che l'ho preso lo scorso anno ho aperto un po' la plastica sul collo a caldo, ho termoformato e mai più avuto fastidio. Sabato e domenica però li ho calzati intensamente è ho avuto male ai malleoli, mai avuto prima. C'è da dire però che ho messo per la prima volta dei plantari du misura che prima non usavo. Forse dovró ritermoformare e regolare nuovamente il canting. Comunque ottima scarpa imho....
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