• La Vetrina

  • Pelli Contour Hybrid Free

    di Franco Teruzzi

    Continuiamo tutti a chiamarle pelli di foca, o più amichevolmente pelli. Anche se, per fortuna, è da un bel pezzo che nessuno si sogna più di fare lo scalpo a foche e otarie per dotare i propri sci di una striscia di pelle da usare in salita.
    L'introduzione dei materiali sintetici e della colla sono state l'ultima vera rivoluzione in tema di pelli, roba del secolo scorso! Negli ultimi dieci anni, invece, mentre tutto il settore dello sci fuoripista sta vivendo un evoluzione tecnologica in continuo fermento, per le pelli la creatività sembrava al palo.
    Perlomeno fino poche stagioni fa.
    Poi all'improvviso, i mastri pellai si devono essere dati improvvisamente una mossa. Tutti i produttori hanno incominciato a imboccare nuove strade e in qualche caso tentare scelte estreme. Chi lasciando la colla per innovativi gel a effetto ventosa, chi addirittura passando dal pelo alle scaglie in plastica.

    Contour, brand del settore facente capo all'austriaca Koch Alpin, rappresentato e distribuito in Italia da Camp, è senza dubbio un marchio frizzante, se non altro perchè di recenti natali. Anche se in realtà la casa austriaca non è certo nuova del settore, essendo stata per anni partner tecnico di Colltex. Ma da quando si è messa a produrre in proprio quattro anni fa, ha subito puntato sulla strada dell'innovazione.

    Sono nati così i primi prodotti della serie Hybrid, che deve il nome a un nuovo concetto di colla. A metà tra i vecchi adesivi superpotenti e le nuove “non colle” a effetto ventosa, questa colla ibrida parte dal presupposto di voler essere sufficientemente tenace da aderire alla pelle senza staccarsene, ma non troppo da rendere impresa titanica lo staccare pelli ripiegate su se stesse o lasciare residui sulla solette degli sci (soprattutto quando non sciolinate). Per raggiungere questo scopo hanno pensato di unire due colle. O meglio di concepire un adesivo in due strati dalle caratteristiche diverse. Uno a diretto contatto del tessuto, e l'altro per la faccia libera, da applicare allo sci. Artificio ottenuto in primis rinunciando ai collanti applicati mediante fusione a caldo. Hybrid è infatti applicata a freddo, da pellicola, e questo le conferisce due ulteriori vantaggi. Il primo è quello di mantenere inalterate le proprie caratteristiche anche a temperature molto basse, zona in cui le colle tradizionali tendono a perdere di efficacia. Il secondo è quello di essere praticamente esente da necessità di ripristino. Quando lo strato adesivo superficiale comincia a indebolirsi, perchè sporcato da polvere, terriccio, aghi di pino e quant'altro, basta infatti una passata con panno bagnato e sapone (o detersivo per piatti) per riportarlo agli antichi splendori.

    L'anno scorso poi la serie Hybrid si è arricchita di un nuovo prodotto: le pelli Contour Hybrid Free. Come esplicitamente suggerito dal nome, si tratta di tessilfoca pensate esplicitamente per il freerider. Ovvero per l'amante di sci fat e superfat.
    L'equivalenza sci largo = superficie di pelle grande come un tappeto è presto fatta. E le pelli larghe pesano, fanno tanto attrito e ingombrano anche quando ripiegate nello zaino.
    L'idea di tagliare in centro, in senso longitudinale, pelli intere non è nuova e molti freerider l'hanno già messa in atto con realizzazioni artigianali. Contour ha pensato di mettere sul mercato una pelle split bell'e pronta.



    Curiosi di sperimentare l'efficacia di queste novità, le abbiamo messe alla prova durante la scorsa stagione. Ecco le nostre impressioni.

    Unboxing

    Dopo averne letto le caratteristiche sulla carta, eravamo curiosi di toccare con mano queste pelli Contour. La confezione si presenta piuttosto compatta, considerando che, secondo quanto dichiarato dal produttore, si tratta di pelli destinate a sci di larghezza al centro non inferiore ai 95 mm.



    All'interno scopriamo subito il perchè: divise in due nel senso della lunghezza, le pelli Hybrid Free si presentano piegate su se stesse proprio longitudinalmente, così da apparire insolitamente strette. Molto più strette, per intenderci, delle pelli destinate agli sci stuzzichino degli agonisti.



    Da nuove la colla è protetta da una pellicola di carta plastificata, e una volta tolta al primo utilizzo, volendo, si può proteggere il lato adesivo grazie alle classiche retine contenute nella confezione. Infine, per stivare il tutto nello zaino, c'è un sacchettino di nylon nero, simile a una sporta con tanto di manici e chiusa da velcro, per la verità leggermente sovradimensionata, tanto che le compatte pelli Hybrid Free dentro ci navigano quasi. Personalmente preferisco i classici sacchetti da chiudere con cordino, di dimensioni tali da comprimere le pelli ripiegate minimizzandone l'ingombro, ma sono dettagli.




    Montaggio


    Detto questo, pronti e via! E si, perchè uno dei grandi vantaggi di queste pelli split è proprio quello di essere pronte all'uso. Niente lavoro di cutter per rifinirle su misura né tantomeno necessità di rifilarne i bordi perchè non si sfilaccino. Basta scegliere la taglia giusta per la lunghezza del proprio sci. O meglio, dei propri sci! Con gran gioia di chi possiede diverse paia di legni da usare a seconda delle condizioni trovate, le Contour Hybrid si adattano allargando più o meno lo spazio tra le due strisce, facendo attenzione nell'applicare ciascuna di esse a filo lamina. Se si pensa che tra chi possiede diversi sci ci sono persino boccolatori e piastratori, che ricorrono a questi stratagemmi per utilizzare un solo attacco da passare da uno sci all'altro, sobbarcandosi l'onere dello svita e avvita, è facile capire che queste pelli split possono essere vera manna dal cielo.
    E anche chi, più semplicemente, cambia sci ogni una, due stagioni, non dovrà necessariamente considerare nell'investimento l'acquisto obbligato di nuove pelli su misura.
    Se per la larghezza, a partire da 95mm in su, non ci sono problemi, per la lunghezza invece bisogna prestare più attenzione.
    Il sistema adottato da Contour per le split prevede ganci sia in punta che in coda.



    Entrambi i ganci sono fatti in modo tale da poter regolare di qualche centimetro la lunghezza della striscetta di similpelle che li collega alla tessilfoca vera e propria, così da rendere la lunghezza delle pelle adattabile per circa una decina di centimetri. Ecco allora che in commercio le Hybrid sono vendute in quattro taglie diverse, a seconda della lunghezza degli sci a cui si possono applicare:
    S (162–172 cm) , M (171–181 cm), L (180–190 cm), XL (189–199 cm).
    Il passaggio da uno sci all'altro, dunque, può avvenire solo se la misura dei diversi sci è compresa nel range corrispondente alla taglia delle pelli.
    Il montaggio è piuttosto semplice, anche se all'inizio si può restare disorientati dalla quasi totale indipendenza delle due strisce di tessilfoca. Ma con un minimo di attenzione, dopo aver incollato i primi centimetri di entrambi i lati, sarà facile proseguire verso la coda, mantenendo i lembi a contatto del bordo interno della lamina, che naturalmente andrà mantenuta ben scoperta.
    I ganci di punta e coda sono abbastanza funzionali, entrambi in plastica. Un piccolo appunto su quello anteriore, che essendo in sostanza un uncino dall'incavo piuttosto stretto, mal si adatta a sci dalla punta spessa, o perchè dotati di bordo salvapunta, o, come nel caso dei miei K2 Hardside, di tappi a copertura del classico foro da skialp.





    Personalmente avrei preferito il più moderno anello di cui sono dotate molte pelli concepite per sci fat, che perlatro la stessa Contour adotta per altre sue pelli (tipo le Hybrid Mix). Naturalmente adattato alla necessità dell'indispensabile fettuccia a lunghezza regolabile.




    In azione


    Come prima prova, timidamente, ci siamo limitati a risalire in notturna le piste battute. La presenza di neve battuta e a tratti gelata è stato un primo buon test di tenuta. Le Contour Hybrid non hanno deluso le aspettative. Considerando il target del freerider, non necessariamente uno specialista della risalita con le pelli, un buon grip che possa sopperire ad eventuali carenze tecniche è auspicabile e questa caratteristica si è fatta apprezzare sin dai primi metri, nonostante le pelli fossero ben pettinate, fresche fresche di messa in piega!



    Anche nel dritto per dritto, nessun problema di tenuta. Questo, nonostante la superficie reale di appoggio sia limitata a 80 millimetri totali di larghezza. Le singole strisce di tessuto, infatti, misurano quattro centimetri cadauna, ma questo, come detto, non rappresenta comunque uno svantaggio in termini di tenuta.



    La struttura del pelo e la composizione dello stesso, nella fattispecie 70% mohair e 30% sintetico, si sono rivelate particolarmente funzionali per il grip nonostante la ridotta dimensione delle pelli split. La minor superficie “pellata”, viceversa, è garanzia di un vantaggio sicuro in termini di scorrevolezza. Per questo, e per l'alta percentuale di mohair, le nostre aspettative in questo senso erano alte. Provenendo da pelli sintetiche 100%, larghe 110 mm e nemmeno tra le più scorrevoli di questa categoria, ci saremmo aspettati di volare, ma i primi passi sono stati meno entusiasmanti di quanto speravamo. Ma non spaventatevi! In realtà le nostre pelli abituali erano molto consumate, e quindi ovviamente scorrevoli ben più di quello che suggerirebbe sulla carta la loro composizione e larghezza (e naturalmente, per contro, anche molto poco grippanti). E le Contour Hybreed Free invece erano nuovissime. Un confronto impari, insomma. Ma soprattuto, sono bastate poche centinaia di metri di dislivello, diciamo due o tre giornate di utilizzo tranuillo, per velocizzarle e renderle via via più scorrevoli, fino a raggiungere un livello decisamente valido. Naturalmente non paragonabile a quello di pelli race, ma perfetto compromesso tra tenuta e scorrevolezza.
    Non sono nè tutina, nè, ahimè, macinatore di grandi dislivelli, ma per capire bene queste pelli abbiamo cercato di farne un uso il più vario possibile. Le abbiamo testate dunque su diverse tipologie di neve e di terreni, nell'arco di mesi meteorologicamente molto diversi tra loro, da fine gennaio a fine giugno.
    Su traversi gelati, fino al momento di passare all'utilizzo dei rampant, si sono sempre dimostrate all'altezza, senza mai far rimpiangere le nostre abituali pelli intere. E sulle nevi umide, persino nelle terribili giornate nebbiose e piovviginose, l'ottimo trattamento impermeabilizzante e l'alta percentuale di mohair hanno scongiurato la formazione di zoccolo. Di cui non abbiamo mai visto la minima traccia nemmeno in occasione di ripellate.





    In ognuna di queste occasioni, abbiamo anche potuto apprezzare la perfetta funzionalità dell'incollaggio. Che dipende però, come per tutte le pelli con gancio in coda, dalla loro corretta tensionatura. Lasciare la pelle lasca porta al rischio di scollamento, soprattuto per l'infiltrazione di neve sotto la parte frontale, nei pressi delle punte degli sci. Ma anche l'eccessiva tensione è da evitare, portando a scollare la pelle per tutta la lunghezza dello sci: in questo caso, per esempio si metterebbe a repentaglio la tenuta sui traversi, dove le pelli split potrebbero facilmente svincolarsi di lato scollandosi).
    Con una corretta tensionatura, invece, questi episodi non si sono mai verificati. La colla ha sempre aderito perfettamente dall'inizio alla fine dell'utilizzo e solo nel caso delle ripellate abbiamo riscontrato che per una perfetta adesione può essere utile passare rapidamente un panno per asciugare la soletta prima dell'incollaggio. Forse proprio perchè questa colla, lavabile con acqua, in presenza della stessa tende a perdere momentaneamente il suo potere adesivo.
    E a proposito di questo, le uscite tardo primaverili, quando può capitare di pellare o spellare in presenza di terra o neve sporca, non rappresentano più uno spauracchio per la colla. Una pulita con una spugna umida è sufficiente a “disattivare” il collante quel tanto che basta per asportare lo sporco e ritrovare, una volata asciugatasi, la originale “appiccosità”. E per casi più complicati è la ditta stessa a consigliare l'uso di un sapone liquido.



    Già che siamo in tema di colla, ecco una delle caratteristiche che personalmente ci ha maggiormente colpito. Come avrete notato qualche riga sopra, parlando dell'unboxing abbiamo accennato alla presenza delle retine di protezione all'interno della confezione. Bene, le nostre sono rimaste così come sono uscite dalla scatola, intonse e legate dallo stesso elastico, fino a giugno, al momento di riporre le pelli per lungo periodo. Durante la stagione, specie se fate uscite frequenti, potete anche dimenticarvele. L'incollaggio pelle su pelle è possibilissimo e persino consigliato.
    Lo spellamento con le pelli split e questa colla è un gioco da ragazzi. Si tira via mezza pelle con estrema facilità e si incollano le due strisce di tessuto una sull'altra. Niente svolazzamenti nemmeno in presenza di forte vento, niente retine che sbattacchiano di qua e di là o si perdono in giro. Poi si prosegue fino a staccare la pelle del tutto, finendo di incollare una sull'altra le strisce e ripiegando il tutto.
    La colla Hybrid, come promesso, consente di staccare le pelli tra loro con assoluta semplicità quando sarà ora di riutilizzarle.
    Tutto bene quindi? Si, a patto di non farsi prendere dalla foga del distacco rapido, come abbiamo fatto noi la prima volta. Sicuramente a causa per la fretta e con una buona dose di maldestraggine, infatti, proprio il primo giorno di utilizzo siamo riusciti a lacerare parzialmente la fascetta di regolazione, quella che porta al gancio.



    Come si puà vedere dalla foto, infatti, la V terminale (sebbene protetta da un arrotondamente al suo culmine) ha ceduto alla trazione causata dal movimento ad allargare fatto per staccare le pelli rapidamente. Facendolo, basta fare attenzione e fermarsi a due centimetri dalla fine, per staccare gli ultimi lembi di pelle con cautela. Noi invece, anche perchè abituati alla pelle intera, la prima volta ci siamo fatti sorprendere dallo scollaggio improvviso dell'ultimo centimetro, esercitando un tirone che ha lacerato la V di similpelle. Riparata con una cucitura a mano e mai più rotta, è certamente l'indice di un'inconveniente dovuto a un nostro errore. Ma forse un materiale diverso (nylon intrecciato?) potrebbe sopportare meglio incidenti come questo. E magari scorrere anche mglio nelle fibbie di regolazione di quanto non faccia questa similpelle.


    Conclusioni


    Come detto non siamo magiachilometri di dislivello in salita, ma d'altra parte abbiamo sottoposto le pelli a un trattamento non proprio di riguardo. Ciò nonostante l'aspetto finale delle pelli a fine giugno, dopo l'ultima di stagione con una sfortunata salita al pizzo Tambò (sfortunata perchè siamo riusciti a trovare l'unica giornata di nebbia e pioggia fino quasi a tremila metri, in mezzo a dieci giorni di sole fantastici), è quasi come nuovo. Fatta eccezione per due piccoli punti in cui il gel colloso ha fatto un piccolo ricciolo, scollandosi dalla pelle. Parliamo di mezzo centimetro complessivo su oltre tre metri e mezzo di tessuto.


    Da allora, dopo un colpo di spugna come suggerito dalla casa produttice, le abbiamo messe a riposo e speriamo nevichi presto perchè il momento di ritirarle fuori è già passato da qualche settimana!
    Ci sentiamo di consigliarle? Assolutamente si. Non sono pelli da puristi e non lo vogliono essere. Ma sono un prodotto perfettamente centrato per il target a cui si rivolgono. Con molti pro, alcuni dei quali decisamente importanti, e pochi contro, più che altro imputabili a difetti di gioventù, e comunque di scarso rilievo.

    Per chi:
    freerider, amanti degli sci fat, possessori di diverse paia di sci senza necessità di avere altrettante paia di pelli. È ideale anche da tenere sempre nello zaino, assieme a pala e sonda, persino nel freeride con impianti: può servire a trarre d'impaccio anche quando la risalita non è in programma. Ingombra e pesa poco e va bene su qualunque sci.

    Pro:
    - ingombro ridotto
    - leggerezza
    - poca superficie di attrito nonostante la larghezza degli sci fat
    - perfetta adattabilità a sci diversi per lunghezza e larghezza
    - pronte all'uso (senza necessità di cutting e rifilatura)
    - colla hybrid di nuova generazione (lavabile con acqua e incollabile pelle su pelle)
    - ottima adesività
    - buona scorrevolezza
    - ottima impermeabilizzazione

    Contro

    - gancio anteriore non perfetto per tutte le spatole
    - similpelle dei tiranti non a prova di strappo
    - scorrimento dei tiranti nelle fibbie migliorabile

    Prezzo: in negozio e sul web prezzi di vendita dai 130 ai 150 €.
  • L'angolo dello skiwriter - a cura di Fabio Bottonelli

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